Memorial Pentassuglia: le prime sensazioni su un Brindisi da “Lavori in corso”

Foto: Vito Massagli

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Il VII Memorial Pentassuglia appena concluso ha presentato la nuova Brindisi 2017-2018, la prima stagione con la denominazione ufficiale “New Basket Brindisi”. I nuovi beniamini si sono messi in mostra per la prima volta davanti al loro pubblico, dando un piccolo assaggio di quello che si potrà vedere quest’anno, tecnicamente e tatticamente. Si parla chiaramente solo di basket di Settembre, ben consapevoli che i veri valori degli uomini e il vero volto della squadra nel complesso non si vedranno prima di Novembre. Per ora possiamo però raccogliere delle considerazioni sull’attitudine della squadra (e del coach) e sulla tecnica individuale dei vari interpreti, considerazioni puramente iniziali basate su quanto visto nella due giorni del PalaPentassuglia.

Il coach Sandro Dell’Agnello ha un approccio completamente diverso da quello Sacchettiano visto lo scorso anno. L’attenzione principale è rivolta alla difesa, che a tratti ha già fatto vedere frangenti molto positivi soprattutto nella gara di sabato contro Siena, mentre sembra ancora imballato l’attacco che resta in cerca del suo leader. A questo ruolo si sono subito candidati il play/guardia Anthony “Cat” Barber (16.5 punti di media nelle due partite) e il centro Cady Lalanne (11 di media).

Il primo dovrebbe teoricamente coprire il posto di play sullo scacchiere, ruolo che però almeno inizialmente non è apparso tagliatogli su misura, avendo già mostrato di avere grandi doti balistiche ed una eccellente velocità ed atletismo che possono permettergli di attaccare il ferro con penetrazioni veloci e costruirsi tiri con rapidissimi arresti e tiro; il soprannome “Cat” è adeguatissimo; la mano è discreta da lontano e delicata da vicino, ha dato l’impressione di essere più sbrigliato quando ha giocato insieme a Giuri, in posizione di guardia.

Il secondo sarà il faro del pitturato, ed ha messo in mostra degli ottimi fondamentali d’attacco con buon trattamento della palla e buona costruzione del tiro sia da sotto che dalla media e lunga distanza; discreto rimbalzista, sembra invece essere molle nei corpo a corpo e un po’ acerbo in difesa, punti su cui Dell’Agnello ha battuto più volte nei time-out.

Leggermente più defilato se si parla di leader, ma non meno importante, è apparso lo swingman Scott Suggs. Capace di coprire gli slot di 2 e 3 quasi indistintamente, è un giocatore con buon q.i. cestistico. Tiratore designato, è uno che corre tantissimo e che sa scegliere le situazioni migliori per mettersi in ritmo. E’ uno di quelli che quando trova la giornata giusta può essere un fromboliere devastante.

Non ci sono dubbi invece su chi saranno le menti del gruppo: Marco Giuri e Milenko Tepic.

Il brindisino tornato in patria ha già avuto minutaggi importanti e li avrà senz’altro anche durante la stagione. Non mancando certo di personalità, ha mostrato di saper scegliere bene sia quando mettere in ritmo i compagni sia quando prendere l’iniziativa lui stesso (16 punti contro Siena tanto per gradire). Sarà a lui che si affiderà Dell’Agnello quando cercherà l’ordine in campo.

Il jolly serbo è un vero tuttofare, uno di cui quasi non ti accorgi della presenza ma di cui noti tremendamente l’assenza quando non c’è. Sa portare palla come una guardia, non si risparmia in difesa e mette continuamente le mani su palle vaganti che diventano rimbalzi o palle recuperate; è in grado di fare sempre la cosa giusta al momento giusto, pur non risultando spettacolare a vedersi; la discreta mano da media e lunga distanza lo rende un giocatore completo. E’ una sorta di allenatore in campo, da guardare quando serve calma e raziocinio.

L’energia dalla panchina la porteranno i mastini capitan Cardillo, che già conosciamo bene, e Obie Oleka. La matricola nigeriana è un lungo che sa aprire il campo ed essere pericoloso anche lontano dal canestro; giocatore atletico e dal carattere goliardico, ha un buon tempismo sui rimbalzi e sulle stoppate (ne ha già messe a segno un paio spettacolari), mentre sembra essere un po’ più grezzo in difesa, dove non sempre riesce a contenere la sua foga, e nel trattamento della palla quando è marcato.

I giocatori da attendere per avere più qualità sono invece Blaz Mesicek e Randle. Il giovane sloveno ha talento da vendere, pur mostrando ancora indecisioni quando gestisce i palloni; sono tutti limiti che può superare solo giocando, e Dell’Agnello lo sta già rodando concedendogli tanti minuti.

Brian Randle è infine colui che, se tornasse nelle migliori condizioni, potrà essere la ciliegina sulla torta di questo gruppo; uomo di esperienza e carisma dal Palmares invidiabile, nelle migliori condizioni potrebbe tranquillamente diventare il leader indiscusso. La condizione fisica è ancora approssimativa, ma la buona volontà e il senso della posizione in campo e soprattutto in difesa c’è già. In attacco le polveri sono ancora bagnate, ma siamo certi che mettendo minuti nelle gambe saprà mostrare gli strabilianti numeri di cui è capace e che ha mostrato in palcoscenici ben più importanti.

Restiamo in attesa (forse) di un altro ragazzo italiano da aggiungere per sopperire almeno in parte al forfait di Donzelli (a proposito: in bocca al lupo Daniel!); il diligente Malaventura si è ben candidato nel torneo per prendersi questo incarico. Ogni giudizio è ovviamente rimandato alle prossime uscite, che arricchiranno la nostra conoscenza del nuovo Brindisi tutto da scoprire.

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Simone Silvestro
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Brindisino, classe 1993. Da oltre 10 anni seguo con passione il percorso della New Basket Brindisi raccontando le vicende della stessa. Dal dicembre 2016 collaboro con la trasmissione radiofonica "Riccio Basket" in onda su Radio Ciccio Riccio nel ruolo di bordocampista. Prediligo il basket ma seguo con interesse anche tanti altri sport, nei quali mi affascinano tutte le storie che ne derivano.

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