Enel Brindisi: il pagellone di fine stagione

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L’Enel Brindisi ha concluso la stagione 2016/17 al 9° posto in classifica conquistando 28 punti (14 vittorie in 30 Gare) e migliorando quindi il 10° posto della passata stagione (26 punti con 13 vittorie). Anche quest’anno purtroppo i bianco-azzurri hanno fallito l’accesso ai playoff ma sono comunque ritornati a giocare le Final Eight di Coppa Italia dopo un anno di assenza.

Proviamo ora a dare un voto a tutti i giocatori che hanno indossato la maglia bianco-azzurra durante l’anno. Giorno dopo giorno pubblicheremo la pagella di un giocatore:

PHIL GOSS
Cercato per sopperire all’assenza prolungata di Nic Moore, la combo guardia americana era una vecchia conoscenza del campionato italiano che ha portato sempre sapienza, prestazioni e spettacolo nelle varie squadre in cui lo abbiamo visto giocare (Scafati, Rimini, Varese, Roma, Venezia tanto per restare in Italia). Dopo qualche prima partita così e così, prende confidenza con l’ambiente e con i compagni, risultando un vero faro per l’intera squadra, con la sua esperienza e sicurezza che in campo trasmette costantemente. Viene dunque confermato dalla società al posto di English che saluta, e diventa praticamente il vice-capitano, il giocatore a cui affidarsi nei momenti chiave del match e nel quale si può sempre contare. Il suo bagaglio tecnico e la sua eleganza fa innamorare il pubblico del palaPentassuglia, la sua selezione dei tiri è sempre di gran livello, le palle importanti per lui non pesano mai. Intelligente in fase di realizzazione e di larghe vedute in fase d’ispirazione. In difesa è uno dei migliori rubatori di palle del campionato (1.5 a partita) e non si risparmia mai. Anche nelle sconfitte più brucianti è sempre il più stoico, è l’ultimo a mollare. Un vero trascinatore, dal quale sarebbe bello poter ripartire per costruire una squadra più matura il prossimo anno. Chiude la stagione con 12.1 punti, 2.3 rimbalzi e 2.9 assist a partita con il 41% da 3 punti.
Voto: 8

NIC MOORE
Il prodotto di SMU arriva a Brindisi per la sua prima stagione da pro incarnando il prototipo di playmaker Sacchettiano. Nelle prime due gare il giocatore nativo di Winona Lake non brilla particolarmente e in più si aggiunge l’infortunio alla caviglia che lo terrà fuori per alcune settimane. Il ritorno in campo però è straordinario e Moore è il mattatore di serata nella vittoria contro Cantù con 24 punti, 6 assist e 2 rimbalzi. Il numero 11 bianco-azzurro nonostante una buona mano e una buona visione di gioco nella prima parte di stagione soffre parecchio la differenza fisica con il suo diretto avversario e spesso è costretto a passare il tempo in panchina per non finire anzitempo la partita per falli. Ma nonostante questo limite iniziale il playmaker continua a migliorare e a maturare di partita in partita risultando quasi sempre tra i migliori in campo. Nelle ultime 15 gare chiude 12 volte in doppia cifra (29 il massimo di punti segnati) e spesso con 3 o più assist messi a referto. Moore è letale da fuori l’arco e a fine stagione risulterà il miglior tiratore da 3 della regular season della Serie A tirando con il 47% dai 6,75. La sua stagione finisce nel peggior dei modi con infortunio alla spalla nella gara più importante di Brindisi: la gara a Venezia che poteva significare playoff con una vittoria. Moore ha giocato complessivamente 23 gare in maglia Enel ed ha viaggiato con 12.7 punti, 4.2 assist e 2.6 rimbalzi di media diventando anche il 5° miglior assist-man di Brindisi in Serie A. Il giocatore classe 1992 è stato sicuramente uno degli uomini più importanti e decisivi dello scacchiere di Sacchetti e per questo ripartire da lui anche la prossima stagione potrebbe essere utile per costruire qualcosa di importante.
Voto: 7,5

AMATH M’BAYE
Arrivato a Brindisi dopo 3 stagioni in Giappone molti ad iniziano stagione non avrebbero scommesso un centesimo sull’impatto del francese in Serie A. M’Baye conquista la piazza sin dalla prima partita mostrando tutto il suo enorme repertorio offensivo. Nelle prime gare trascina letteralmente l’Enel Brindisi con prestazioni maiuscole e con numeri mostruosi nelle caselle punti, rimbalzi, assist e stoppate. Per molte settimane risulta il top scorer dell’intera lega e questo sembra influenzarlo nelle successive gare. Nella prima metà del girone d’andata il giocatore nativo di Bordeaux infatti sembra quasi giocare esclusivamente per il proprio tabellino. Nel girone di ritorno, dopo l’effetto sorpresa, le difese avversarie lo studiano più intensamente riuscendo anche a limitarlo, M’Baye inoltra risulta poco decisivo nei momenti clou del match commettendo errori o addirittura non riuscendo a segnare per l’intero quarto quarto. Escono quindi a galla tutti i suoi limiti mentali (vedi la sconfitta a Sassari o con Pesaro) ma nonostante questo la prima stagione in Europa è stata sicuramente più che positiva. Il francese sicuramente è stata una scommessa vinta ed è stato uno dei migliori giocatori della Serie A grazie al suo talento. Non è un caso che le sue prestazioni hanno fatto il giro del mondo ed è per questo che molte società di EuroLega lo vorrebbero alla propria corte (al momento Milano e qualche club turco). M’Baye chiude la stagione in maglia Enel Brindisi con 17.8 punti, 5.3 rimbalzi, 2.5 assist e 1 stoppata di media in 30 gare giocate.
Voto: 7

ROBERT CARTER JR
Una stagione in continuo crescendo per il prodotto del Maryland, che arriva a Brindisi a fine Agosto in condizioni fisiche non perfette per occupare la casella del 5 titolare, pur non essendo un centro puro. Con più di qualche kilo di troppo e una goffagine che dopo il primo mese (dove Agbelese parte sempre titolare) fa pensare addirittura al taglio, Carter non inizia nel migliore dei modi la sua esperienza adriatica. Da Novembre invece Robert si rimette in forma ed inizia ad essere un vero fattore soprattutto in attacco, dove mostra una tecnica sopraffina ben al di sopra della media della maggior parte dei lunghi, soprattutto americani. Il suo gioco in post è elegante e molto difficile da arginare, il suo tiro dall’arco è una costante minaccia. Da dicembre in poi sbaglia praticamente una sola partita (quella contro Avellino, esordio di Samardo Samuels), risultando quasi sempre uno dei migliori in campo anche nelle sconfitte, grazie alla sua capacità di costruirsi i tiri da solo ed abbinarci anche una discreta visione di gioco negli scarichi per i compagni. Il suo tallone d’Achille per l’intero campionato resta la difesa, dove oltre alla tecnica sembra mancargli proprio l’attitudine che probabilmente non gli è stata mai ben trasmessa durante la sua crescita professionale. Qualche miglioramento si è visto almeno nel fondamentale del tagliafuori, con cui ha aumentato le sue media di palloni arpionati per partita. Chiude la sua stagione con 13 punti, 6.6 rimbalzi e 1.5 assist con degli ottimi 58.4% da 2 e 35.5% da 3 in 25.5’ di utilizzo medio. Budget permettendo, sarebbe un bel tassello da cui ripartire il prossimo anno.
Voto: 7,5

DURAND SCOTT
Rimasto a Brindisi dopo l’esperienza dalla passata stagione neanche quest’anno il giocatore di passaporto giamaicaino riesce a portare Brindisi ai playoff. Durand Scott nella prima parte del campionato è decisivo in entrambe le metà del campo risultando anche uno dei migliori della squadra: 17.1 punti, 5.9 rimbalzi, 2.9 assist, 1.4 recuperate, 6.9 falli subiti e 19.6 valutazione di media nelle prime 15 giornate. Un girone d’andata devastante. Nel seconda parte della stagione però il giocatore nativo di New York cala drasticamente e spesso risulta dannoso per la squadra: palla in mano per troppi secondi, penetrazioni al limite dell’impossibile, abuso del 1 vs 1 e tanti errori che compromettono anche il risultato finale. Durante il campionato però Scott raggiunge vari traguardi personali ed oggi il numero 2 brindisino è il 2° marcatore di Brindisi in Serie A con 761 punti, il 2° assist man di Brindisi in Serie A con 121 assist e il 5° rimbalzista della storia bianco-azzurra nel massimo campionato con 277 rimbalzi arpionati. Lo scorso anno chiuse con la media di 13.5 punti, 4.8 rimbalzi e 1.5 assist mentre in questa stagione le sue cifre finali recitano 14.7 punti, 5.4 rimbalzi e 2.9 assist. Numeri quindi in crescita. Scott, nonostante molti limiti, risulta comunque un giocatore capace di mettersi a disposizione della squadra e di responsabilità nonostante a volte gli effetti non siano positivi.
Voto: 6,5

KRIS JOSEPH
Doveva essere la punta del diamante del roster e la felicità del Presidente Nando Marino nell’annunciare un ex NBA la diceva lunga. La stagione del canadese però inizia malissimo: subito un grave infortunio alla caviglia che fa saltare completamente all’ala la preparazione atletica estiva. Joseph però ritorna disponibile per la prima gara di campionato ma ovviamente non può essere decisivo e in condizioni ottimali. Alla 6° giornata però Brindisi scopre il talento del numero 32. A Cremona dopo un primo tempo anonimo nel secondo quarto Kris si accende e mette a referto 13 punti tirando con il 100% dal campo ed aiutando così l’Enel ad espugnare il PalaRadi. Nelle successive 2 gare l’ex Celtics entra finalmente in ritmo: 13 punti contro Brescia e 10 contro Cantù. Brindisi crede finalmente di avere a disposizione un top player. Ma dopo questa escalation di prestazioni dopo la gara di Avellino Joseph si ferma nuovamente per un infortunio alla mano. Dopo 11 turni fuori dal campo il canadese rientra sul parquet alla 24° Giornata a Cantù. Nel finale di campionato però non risulta un elemento decisivo per il gioco della squadra e anzi spesso il giocatore sparisce dal radar della partita nonostante sia in campo. Sicuramente è stata una stagione segnata dagli infortuni per il giocatore nativo di Montreal che comunque in carriera è apparso sempre abbastanza fragile (tanti gli infortuni anche nelle sue 3 stagioni in Francia prima di approdare in Puglia). Poteva e doveva essere l’uomo chiave di questa squadra per il talento che Joseph ha disposizione ma per tanti fattori le cose sono andate diversamente. Chiude la sua stagione in maglia Enel Brindisi con 19 gare giocate in cui ha viaggiato con 7.7 punti, 3.0 e 1.1 assist di media.
Voto: 5,5

MARCO CARDILLO
Quest’anno è stato promosso a capitano dopo l’addio di Andrea Zerini, ed è stato quindi investito di una maggiore responsabilità soprattutto nello spogliatoio, composto per lo più di gente giovane e bisognosa di una guida che conoscesse già l’ambiente. Dal punto di vista tecnico il suo contributo è stato come sempre importante soprattutto in difesa, dove ha portato intensità in fasi di diversi match, soprattutto in una squadra con poca attitudine difensiva. Tuttavia anche per lui la stagione è stata condizionata da infortuni lievi ma fastidiosi, che ne hanno minato la continuità e non gli hanno permesso di essere presente in diverse partite, alcune anche decisive, se pur abbia stretto i denti in più di un’occasione. La sua foga non è mai mancata anche se non sempre è riuscito a trasmetterla ai compagni, che si sono lasciati sfuggire gare decisamente alla portata. Il suo contributo offensivo è stato molto modesto, ma non era certamente quello il suo compito principale. Si appresta molto probabilmente ad affrontare un’altra stagione da capitano, nella quale siamo certi di poter contare sui suoi attributi e la sua voglia. Chiude la stagione con 1.6 punti, 2.5 rimbalzi e 0.7 assist.
Voto: 6+

MARCO SPANGHERO

Dopo la non fortunata stagione in A2 con Verona, Marco Spanghero è ritornato nella massima serie indossando i colori bianco-azzurri. Il giocatore triestino classe ’91 è stato chiamato dalla società per ricoprire il ruolo di play e guardia di riserva anche grazie la sua esperienza positiva con la maglia di Trento avvenuta sino a 2 stagioni fa. Ed è proprio contro Trento che Spanghero fa il suo esordio con la canotta dell’Enel: 7 punti e 4 rimbalzi che rappresentano anche il suo massimo con Brindisi. Nelle prime gare e per tutto il girone di andata il numero 45 bianco-azzurro interpreta bene il suo ruolo di riserva (contro Sassari la sua miglior gara con 6 punti, 3 rimbalzi, 3 assist e 8 di valutazione e nelle prime 15 giornate ha viaggiato mediamente con 2.8 punti, 1.3 rimbalzi e 0.9 assist in 12.9 minuti di utilizzo) ma nella seconda metà del campionato coach Meo Sacchetti spesso lo dimentica in panchina e il suo minutaggio si abbassa drasticamente come anche il suo rendimento (1.6 punti, 0.8 rimbalzi e 0.8 assist di media in 9.1 minuti di impiego). Infatti anche quando c’è da far rifiatare Moore, Goss o Scott il coach nativo di Altamura preferisce tener in panca l’ex Verona e spremere i titolari. Nelle ultime 4 gare di campionato Spanghero ritorna a giocare con più minutaggio (14 di media) tanto che nella vittoria contro Milano Sacchetti dichiara “E oggi non mi sono scordato neanche di Spanghero” sottolineando proprio lo scarso utilizzo del triestino. Tutto sommato, per minutaggio e per il ruolo affidato al giocatore, Spanghero non si è comportato malissimo anche se nel girone di ritorno il play/guardia comunque non ha fornito prestazioni brillanti risultando spesso macchinoso e impreciso al tiro. Chiude la sua esperienza con la maglia dell’Enel con 2.2 punti (tirando con il 33.2% da 2 e il 29.2% da 3), 1.0 rimbalzi e 0.8 assist di media in 28 gare giocate con 11.0 minuti di media sul parquet.
Voto: 5,5

BLAZ MESICEK
Promessa slovena, classe 1997, con esperienza europea nell’Olimpia Lubjana e già accreditato da alcune riviste come possibile scelta al secondo giro dell’NBA Draft 2017. È questo il curriculum con cui si presenta a Brindisi questo ragazzino chiamato a sostituire Kris Joseph fino al suo rientro. Nella partita d’esordio incanta subito il PalaPentassuglia con una gran prova da 10 punti con 3/4 dal campo e più di una giocata spettacolare, il che fa pensare che possa essere lui il crack stagionale. Nelle successive partite invece, decisamente più difficili, emerge tutta la sua gioventù (ed anche la sua leggerezza fisica) che non gli permette di mettersi in mostra e giocare sbrigliato nel migliore dei modi. Il suo minutaggio si snellisce man mano fino a farlo finire, come era prevedibile, fuori dalle rotazioni al rientro dell’ex NBA. Tornerà sul parquet in altre due occasioni per sopperire ai forfait di Moore e Scott, senza evidenziarsi in maniera significativa. Il suo contratto pluriennale gli permetterà di ruotare assiduamente il prossimo anno, nella speranza che possa trovare confidenza e continuità di prestazioni per far esplodere il suo in talento che a sprazzi ha già mostrato di avere. Chiude la sua stagione con 4 punti, 1.1 rimbalzi e 0.3 assist in 14.8 minuti di media sul parquet in 9 partite.
Voto: 6

DANIEL DONZELLI

E’ il giovane su cui Brindisi ha voluto puntare per puntare ad un futuro più programmato, come testimonia il contratto da 3 anni più 1 con cui è stato firmato questo ragazzone cremonese classe ‘96 la scorsa estate. Nelle prime partite Sacchetti lo utilizza molto poco, non vedendolo ancora pronto per avere minuti importanti. La sua stagione avrebbe potuto avere una svolta con l’infortunio di Joseph che gli stava effettivamente concedendo più spazio. La stessa è stata invece fortemente condizionata da un brutto infortunio alla spalla occorso durante la trasferta di Pesaro, che lo ha costretto ad uno stop di oltre 2 mesi in cui ha perso ritmo e continuità. Rientra nelle rotazioni in prossimità della coppa Italia di Rimini, dove sforna la sua miglior prestazione stagionale fatta di personalità (soprattutto in difesa) e un paio di giocate di gran classe che fanno pensare al suo definitivo recupero e inserimento. Purtroppo però anche nella seconda parte della stagione il suo fisico non vuole saperne di lasciarlo in pace, ed è costretto ad un nuovo forfait che praticamente gli farà saltare tutte le ultime 8 gare del campionato. Chiude la stagione con 1.2 punti, 1.7 rimbalzi e un poco indicativo 24% complessivo dal campo, con un utilizzo medio di 7.4 minuti in sole 10 partite giocate. Davvero troppo poco per poter dire qualcosa che vada oltre il fatto che abbia un potenziale tecnico evidente, il quale però è rimasto quasi totalmente inespresso. Il nostro augurio è di vederlo l’anno prossimo giocare di più e soprattutto sperando che non debba ancora combattere con i problemi fisici che stanno segnando la sua giovane carriera.
Voto: 6+

GIORGIO SGOBBA

Arrivato a Brindisi dopo un’ottima stagione in serie B a Monsummano, il fiorentino classe ‘92 è stato un elemento utilissimo soprattutto per gli allenamenti e come uomo spogliatoio, mentre in campo ha giocato solo raramente qualche scampolo di partita, e quasi sempre a risultato già acquisito. L’impressione che si è avuta è che tecnicamente sia un giocatore che può dire la sua nella nostra serie A, ma che soffre molto la fisicità della stessa, soprattutto con i pari ruolo (ala grande). Il tutto è un giudizio ovviamente basato sul poco che si è visto fra partite e allenamenti. La sua permanenza il prossimo anno non è scontata, ma se ci dovesse essere ci auguriamo di poterlo vedere con un utilizzo più importante in modo che possa mostrarsi e migliorarsi.
Chiude la sua esperienza in maglia Enel con 0.9 punti e 0.2 rimbalzi di media in 8 partite giocate con 8.5 minuti di media sul parquet.
Voto: 6

SAMARDO SAMUELS

Il grande colpo della società per raggiungere i playoff si è rivelato uno dei maggiori flop di mercato degli ultimi anni. L’annuncio dell’arrivo di Samardo Samuels, giocatore che con Milano dominava nel pitturato e l’intera lega fino a 2 anni fa, aveva riacceso l’entusiasmo intorno alla squadra. Il pivot al debutto contro Avellino, nonostante i chili di troppo, ci mette pochissimo a farsi amare dal suo nuovo pubblico: 17 punti (2/2 da 3, 4/7 da 2, 3/3 dalla lunetta), 8 rimbalzi, 1 assist in 16 minuti e il PalaPentassuglia ha il suo nuovo beniamino. Brindisi crede finalmente ai playoff e ha ora dalla sua parte un vero e proprio trascinatore. Peccato però che l’effetto Samuels duri solo una gara. Dopo Avellino una serie di gare molto al di sotto delle aspettative e il giamaicano si mette in mostra più per i litigi con gli arbitri, per gli urli contro Sacchetti ad ogni cambio e per il nervosismo messo in campo che per i canestri di lotta sotto le plance. Un acquisto che ha inoltre rotto lo spogliatoio con dichiarazioni forti contro il suo coach e i propri compagni di squadra. Samardo si è dimostrato poco professionista dentro e fuori dal campo. Il minutaggio concesso da Sacchetti era più che corretto per un giocatore tra l’altro fuori forma anche se il Presidente Nando Marino spingeva per averlo più minuti sul parquet per lo sforzo economico compiuto dalla società. Probabilmente con una condizione fisica migliore sarebbe stato senza ombra di dubbio l’uomo chiave e decisivo della squadra ma probabilmente se fosse stato al top della condizione non avrebbe neanche accettato l’offerta bianco-azzurra. Il pivot ex Milan e Barcellona doveva portare Brindisi ai playoff e invece ha portato la squadra alla deriva. Chiude la sua esperienza in maglia Enel con 7.9 punti, 4.5 rimbalzi, 0.4 assist in 7 gare con 16.9 minuti di media sul parquet.
Voto: 4 

DANNY AGBELESE

La sua simpatia e la sua energia ad inizio stagione aveva conquistato tutti nonostante non fosse il classico giocatore dalla mano educata. Il suo profilo è un po’ sconosciuto perchè dopo anni passati in Spagna tra le categorie minori, Agbelese fa il grande salto dopo aver assaggiato la Liga ACB per pochi mesi. Danny arriva a Brindisi quindi per la sua grande occasione. Debutta in Serie A nei migliori dei modi mettendo a referto 10 punti, 6 rimbalzi, 3 stoppate e 1 assist contro Trento che fanno ben sperare il pubblico brindisino di non avere in casa un nuovo Gagic o Chiotti di turno. Nelle prime gare Danny ci mette la giusta energia ed intensità ma dopo il successo in casa contro Torino (10 punti, 5 rimbalzi e 13 di valutazione), il centro di passaporto nigeriano mostra tutti i suoi limiti tecnici e caratteriali. Fatica a catturare rimbalzi, errori grossolani sotto canestro, amnesie difensive e tanta tanta frustrazione. Agbelese è un giocatore di temperamento e per questo motivo passa le gare a commettere falli (anche uno dietro l’altro in brevissimo tempo) risultando così dannoso per la squadra. Passa un intero girone senza più chiudere in doppia cifra e senza mai essere decisivo nei risultati della squadra. Per via delle sue prestazioni perde spesso il posto in starting five e la fiducia di buon parte del pubblico. Nella gara di Torino ritorna in doppia cifra (1o punti, 5/5 da 2, 6 rimbalzi e 14 di valutazione: la sua miglior prestazione) ma nella gara di Brescia si capisce che Agbelese non farà più parte del progetto Brindisi. 14 minuti nel primo tempo, 0 nel secondo e la società interviene nuovamente sul mercato firmando Samardo Samuels sperando di risolvere le difficoltà nel pitturato. L’acquisto dell’ex Milano si rivelerà poi un flop e con il senno di poi forse la permanenza di Agbelese a Brindisi non sarebbe stata poi così sbagliata per il finale di stagione. Il pivot chiude l’esperienza con la maglia dell’Enel Brindisi con 5.0 punti e 4.2 rimbalzi di media in 23 gare  giocate(11.6 minuti di utilizzo). Dopo il taglio si accasa al Pau-Lacqu-Orthez in Pro A (Francia) e dove a breve giocherà i playoff dopo aver chiuso con la sua nuova squadra la regular season al 5° posto (6.2 punti e 5.6 rimbalzi di media in 10 gare giocate in Pro A).
Voto: 5- 

A.J. ENGLISH

Dei 3 rookie acquistati in estate dalla società probabilmente English era il giocatore che arrivava a Brindisi con più credenziali e quindi con più aspettative. Figlio d’arte, diventato simbolo del suo college (Iona, dove ha superato i 2000 punti), MVP del PIT 2016 e nominato da Sports Illustrateded come tra i 10 giocatori più forti non selezionati nel Draft NBA 2016, la prima esperienza da pro di AJ prometteva bene. Ma le cose a Brindisi non sono andate come ci si aspettava. La guardia nativa di Wilmington si presenta al PalaPentassuglia con una stoppata su Craft nella prima partita contro Trento e si fa apprezzare, partendo dalla panchina, per la sua energia pur non essendo molto preciso al tiro (2/10 dal campo). Definito da tutto lo staff come un gran lavoratore AJ nelle successive gare non riesce a migliorare le sue percentuali al tiro (38.7% da 2 e 25% da 3 al termine della sua avventura a Brindisi) e soprattutto non sfrutta a suo favore l’infortunio di Nic Moore per mettere in mostra le sue doti. La società quindi interviene sul mercato acquistando Phil Goss e la guardia ex Venezia con le sue prestazioni si merita la conferma per tutta la stagione. Con il recupero di Moore per English non c’è più spazio e la società lo spedisce in Germania: con i Fraport Skyliners Frankfurt chiude con 17.6 punti (47.7% dal campo e  41.7% da 3), 4.1 assist e 2.9 rimbalzi di media in 17 gare diventando così il principale cannoniere e assist-man della squadra e il 3° marcatore della BBL.
English onora la sua stagione a Brindisi sino in fondo e a Pesaro saluta la squadra con la sua miglior prestazione (15 punti e 12 di valutazione). Il rookie era sicuramente un giocatore di gran talento ma per una serie di circostanze non si è potuto aspettare la sua maturazione nel campionato italiano anche perchè le sue prestazione sino a quel momento non erano di certo esaltanti. Chiude la stagione a Brindisi con 7.9 punti, 2.0 rimbalzi e 2.6 assist di media in 8 gare.
Voto: 5-

Scritto da: Andrea Romano e Simone Silvestro

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Andrea Romano
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Brindisino, classe 1990. Dal 1° Dicembre 2013 cerco di raccontare al meglio tutto ciò che riguarda la New Basket Brindisi. Da Giugno 2015 inoltre collaboro con Basketnet.it. mentre da Giugno 2016 anche con SuperBasket. Dall'Aprile 2014 al Febbraio 2015 invece ho collaborato con BasketUniverso.it.

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